Philosophie nouvelle ou fin de la philosophie dans Le Temps retrouvé
Author(s)
Beretta Anguissola, Alberto
Date Issued
2006
Type
Book chapter
Abstract
Questo intervento si sforza di collocare Proust all’interno del dibattito novecentesco illustrando le varie analogie e differenze rispetto ai punti di vista dei maggiori protagonisti della filosofia di quel secolo. In particolare si cerca di dimostrare che non sono sovrapponibili il percorso disegnato dalla “ricerca” del personaggio che dice “io” (il Narratore) e quello tracciato da Proust nel corso della sua vita a cavallo di due secoli. Questi due itinerari sono addirittura l’uno l’opposto dell’altro, perché la “formazione” del Narratore va dall’iniziale adesione all’oggettività dei valori “esterni” verso una progressiva disillusione che lo libera da questa che finirà per apparirgli “idolatria” e lo farà approdare ad un soggettivismo radicale. Al contrario, Proust ha aderito nella adolescenza e prima giovinezza al soggettivismo del pensiero negativo (decadentismo, simbolismo, Schopenhauer) ma ha recuperato gradualmente un rapporto più unitario e sintetico con le varie sfere della realtà.
Citation
Alberto Beretta Anguissola, Philosophie nouvelle ou fin de la philosophie dans « Le Temps retrouvé », in Proust et la philosophie aujourd’hui, atti del convegno svoltosi a Gargnano nel settembre 2006, a cura di M. Carbone e E. Sparvoli, Pisa, ETS, 2008, pp. 323-339
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Philosophie nouvelle.pdf
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