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Caravaggio e i filosofi, nuove considerazioni

Author(s)
Ricci, Saverio  
Date Issued
2021
Type
article
Issue
Speciale
Start Page
35
End Page
45
Journal
STUDI DI STORIA DELL'ARTE  
Abstract
Il rapporto di Caravaggio, che aveva nella sua casa romana non più di «dodici libri»1, con la filosofia e i filosofi della sua epoca, è forse più arduo da stabilire, di quanto non si sia proposto. La sua pittura è stata riferita al coevo ‘naturalismo’ in filosofia, presentato come fenomeno omogeneo, ossia ai novatores: Bruno, Campanella, Galileo, autori trattati, da alcuni studiosi, nel confronto con Caravaggio, come in fondo convergenti. Stefano Causa, in proposito della metodologia di Roberto Longhi, e della visione della moderna pittura napoletana come innescata da Caravaggio, e risolta in «naturalismo», ha definito questo termine «pentasillabo magico e sfuggente»2. Estenderei la definizione in sede filosofica. Aggiungerei che il ‘naturalismo’ di Caravaggio è stato assunto, su fondamenti a mio avviso piuttosto problematici, non solo come ‘corrispettivo’ del naturalismo in filosofia, presentato come omogeneo, e che tale invece non è stato, ma anche come una posizione etico-religiosa coerente con quella ispirazione filosofica.
Handle
http://hdl.handle.net/2067/43761
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