Consumatore, imprenditore e professionista: interferenze e confini nelle soluzioni del sovraindebitamento
Author(s)
Date Issued
2023
Type
article
Issue
6
Start Page
1053
End Page
1083
Abstract
Diversamente rispetto all’imprenditore ed al professionista, la figura del consumatore rileva in ragione degli atti che compie, non in ragione dell’attività che esercita. Non deve quindi stupire
il fatto che, nell’ambito delle soluzioni delle crisi dei debitori, la ristrutturazione dei debiti del consumatore vada ricostruita come disciplina degli atti da cui quei debiti derivano, più che come
disciplina di un soggetto. In questa prospettiva, il piano del consumatore definisce una ipotesi di
ristrutturazione dei soli debiti da atti di consumo, inammissibile quando la crisi riguardi anche l’attività eventualmente esercitata. Il piano del consumatore può anche essere funzionale a salvaguardare il persistente equilibrio dell’attività eventualmente esercitata. In questa stessa prospettiva, non è precluso l’accesso al concordato minore a chi sia sovraindebitato anche in ragione di atti di consumo. In quanto non estranei all’esercizio di attività economiche altrui, non possono considerarsi “di consumo” i debiti che gravano sulle persone uti socii. L’accesso al concordato minore è, infine, precluso a chi esercita l’attività d’impresa sottraendosi all’obbligo di iscrizione nel registro delle imprese, ma non all’imprenditore la cui attività risulti comunque cessata da oltre un anno.
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