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Captio e custodia in Plaut., capt. 116 'liber captivos avis ferae consimilis est' e nelle fonti giuridiche relative all'occupatio.

Author(s)
Di Ottavio, Daniela  
Date Issued
2024
Type
bookPart
Start Page
113
End Page
138
Abstract
Il contributo analizza alcuni noti versi plautini (capt. 116 ss.) che sembrano confermare la tesi da me recentemente avanzata su quali fossero gli originari beni oggetti di occupazione, cioè le ferae bestiae e le res hostibus comprensive delle liberae personae. In particolare, l’espressione plautina contenuta nei versi richiamati ‘liber captivos avis ferae consimilis est’ sviluppa un’analogia in forza della quale la condizione dell’avis ferae viene percepita simile a quella vissuta dal captivus, con particolare riguardo all’istinto sempre presente nelle prede a sottrarsi alla custodia esercitata dal dominus e a tornare alla pristina condizione di libertà. Ciò che Plauto coglie in nuce, è coerente con la sistematica gaiana relativa alla disciplina dell’occupazione (inst. 2.66-69) che annovera originariamente solo le ferae bestiae e le res hostibus, accolta anche nel Digesto nei frammenti ex professo dedicati a tale istituto (D. 41.1.1pr.-41.1.7pr). L’ipotesi sembra trovare ulteriore conferma nella disciplina che tali particolari res condividevano, cioè la possibilità che con la fuga l’animale o il captivus recuperassero la pristina naturalis libertas.
Handle
http://hdl.handle.net/2067/52486
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