Philip Meadows Taylor, Kipling e Salgari, ovvero: come rappresentare (avventurosamente) l'India tra imperialismi e lotte d'indipendenza?
Author(s)
Galli Mastrodonato, Paola Irene
Date Issued
2007
Type
Book chapter
Abstract
Partendo da una breve disanima del termine "romanzo di avventura" e del suo legame genealogico con la tradizione delle travel narratives tra Sei/Settecento, forma che si sviluppa di pari passo con l'espansione coloniale delle potenze europee e che propone lo stabilirsi di un "contatto" tra realtà profondamente diverse, si esaminerà dapprima il ruolo avuto dal celebre romanzo Confessions of a Thug (1839) di Philip Meadows Taylor e poi da Kipling a fine Ottocento sul consolidamento di una tradizione narrativa imperniata sul gioco sottile ed ambiguo tra fascino dell'altrove esotico e riconferma di una serie di stereotipi e convenzioni che servono a costringere l'Altro all'interno di una rigida gabbia di sottomissione ed annullamento delle differenze. Di Kipling si farà riferimento al romanzo Kim (1901).
Per contro, emergerà la figura di Salgari, laddove egli si è misurato, in modo del tutto anti-convenzionale ed innovatore, con la formula avventurosa da un lato, e con la rappresentazione dell'India, nel ciclo omonimo, dall'altro. Si prenderanno in esame, in particolar modo, I misteri della jungla nera (1895) e Le due tigri (1904).
Citation
Galli Mastrodonato, Paola Irene, "Philip Meadows Taylor, Kipling e Salgari, ovvero: come rappresentare (avventurosamente) l'India tra imperialismi e lotte d'indipendenza?", in L. Villa, ed., Emilio Salgari e la grande tradizione del romanzo d'avventura, Genova: ECIG, 2007, 79-84.
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