Scritture in “articulo mortis”: Dante, Testori, i “Tre lai”,
Author(s)
Date Issued
2022
Type
article
Volume
XXII - 42
Issue
42
Start Page
97
End Page
108
Journal
Abstract
Il contributo si propone di indagare i Tre Lai di Giovanni Testori, opera teatrale del 1992 strutturata in tre monologhi che il drammaturgo di Novate compose nella stanza dell’ospedale negli ultimi momenti della sua vita. Si tratta di un percorso, di un iter che porta dalla perdizione alla salvezza attraverso l’attesa e la speranza. I tre monologhi sono affidati a tre personaggi storici esemplari Cleopatra, Erodiade e la Vergine Maria, e sono tre lamenti di morte: Cleopatra per Antonio, Erodiade per Giovanni Battista, la Vergine per il figlio crocifisso. L’ambientazione è nella Valsassina, regione amata dallo scrittore, nonché luogo della sua infanzia, e della stessa Valsassina è anche la lingua: i tre monologhi sono scritti in dialetto, per la sentita esigenza di Testori, negli ultimi anni della sua vita, di ritornare alle origini, alla autenticità di quei luoghi e del loro dire.
L’opera è una sorta di testamento spirituale di Testori, scritto in articulo mortis, un iter di salvezza sulla struttura dell’opera di Dante. Un “Divina commedia lombarda”, coem è stata definita, che sintetizza in chiave di speranza l’opera omnia di Testori dai periodi della perdizione alla luce finale.
