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  5. Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza

Frammentazione del soggetto e crisi della trascendenza

Author(s)
Catanese, Rossella  
Date Issued
2026
Type
article
Volume
57
Issue
XVIII
Start Page
41
End Page
56
Journal
FATA MORGANA  
Abstract
ITA A distanza di quarant’anni, il cinema di Federico Fellini e David Lynch incarna la stessa ossessione: quella per il “romanzo”, inteso non come genere ma come categoria dello spirito in crisi. Il saggio esplora la rappresentazione della frammentazione del soggetto e della crisi della trascendenza in La dolce vita (1960) di Federico Fellini e Mulholland Drive (2001) di David Lynch, esaminati in modo comparativo. Riferendosi a Lukács, Bachtin e Steiner, lo studio rintraccia il passaggio dalla modernità alla postmodernità come uno spostamento nel rapporto tra io, mondo e significato, mostrando come il cinema d’autore erediti la crisi del romanzo. In Fellini, il romanzesco si dispiega come ricerca frustrata di una totalità perduta; in Lynch, esso diventa un principio ontologico e narrativo di frammentazione che incarna la logica postmoderna del simulacro. L’analisi si concentra anche sul ruolo del suono e dell’immagine come agenti percettivi della disintegrazione, rivelando il cinema come forma critica del pensiero che trasforma la perdita della trascendenza in una condizione estetica e antropologica della modernità. ENG Forty years on, the cinema of Federico Fellini and David Lynch embodies the same obsession: that for the “novelistic,” understood not as a genre, but as a category of the spirit in crisis. The essay explores the representation of subject fragmentation and the crisis of transcendence in Federico Fellini’s La dolce vita (1960) and David Lynch’s Mulholland Drive (2001), examined comparatively. Drawing on Lukács, Bakhtin, and Steiner, the study traces the transition from modernity to postmodernity as a shift in the relationship between self, world, and meaning, showing how auteur cinema inherits the novel’s crisis. In Fellini, the novelistic unfolds as the frustrated search for a lost totality; in Lynch, it becomes an ontological and narrative principle of fragmentation that embodies the postmodern logic of simulacra. The analysis also focuses on the role of sound and image as perceptual agents of disintegration, revealing cinema as a critical form of thought that transforms the loss of transcendence into an aesthetic and anthropological condition of modernity.
Handle
http://hdl.handle.net/2067/54202
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