Cimici nocciolaie e Halyomorpha halys nei corileti del Viterbese: confronto tra gestione integrata e biologica
Author(s)
Lorenzo Austeri
Date Issued
2025
Type
conferenceObject
Abstract
In Italia, la corilicoltura ha assunto negli anni un ruolo sempre più rilevante come coltura da reddito.
Nel comprensorio viterbese, in particolare, la superficie dedicata a questa coltivazione ha raggiunto
negli ultimi anni i 24000 ettari, rappresentando quindi una voce fondamentale dell’economia locale.
Sebbene il nocciolo presenti un’elevata resistenza alle avversità biotiche, è tuttavia esposto a
diverse specie di insetti fitofagi che incidono sia sulla qualità che sulla quantità della produzione,
imponendo agli agricoltori complesse strategie di gestione delle avversità che non sempre efficaci.
Da qui nasce la necessità di approfondire le conoscenze biologiche di alcuni fitofagi dannosi e di
sviluppare strategie di gestione più efficaci e sostenibili.
In questo studio, l’attenzione è stata rivolta alle cimici nocciolaie, ed in particolare al pentatomide
invasivo Halyomorpha halys, responsabile di danni ingenti in numerose aree corilicole d’Italia e del
mondo.
A tal fine è stata attivata la convenzione tra la cooperativa Coopernocciole ed il DAFNE (Università
degli studi della Tuscia) con l’obiettivo di valutare la presenza, la densità di popolazione e il danno
causato dalle cimici nocciolaie, in particolare H. halys, in aziende del viterbese gestite secondo i
principi dell’agricoltura integrata e dell’agricoltura biologica.
Le attività sono state condotte negli anni 2023 e 2024 in 6 aziende, tutte di proprietà di soci della
cooperativa agricola Coopernocciole, che, per cultivar, sesto di impianto, età delle piante ed altri
fattori, fossero rappresentative del territorio. In particolare, sono state selezionate 3 aziende gestite
con metodi di agricoltura integrata (SQNPI) e 3 con metodi di agricoltura biologica.
In tutte le aziende individuate, il monitoraggio è stato condotto ricorrendo a due metodologie:
l’utilizzo di trappole xTrap Stink (xFarm Technologies), installate in numero di 1 per noccioleto e la
tecnica del frappage. Entrambe le strategie di monitoraggio sono state condotte nel periodo
compreso tra maggio e agosto di entrambi gli anni, con cadenza settimanale.
Al momento della raccolta è stata effettuata la valutazione visiva del danno causato dalle cimici alle
nocciole.
I risultati hanno evidenziato una maggiore presenza di cimice asiatica all’inizio e alla fine della
stagione. In particolare, nelle aziende a gestione biologica si è evidenziata una più elevata presenza
di H. halys con conseguente aumento dell’incidenza di cimiciato. Si ipotizza che nelle aziende a
controllo integrato, l’attività di danno di H. halys sia stata limitata dai trattamenti fitosanitari
applicati. È stata riscontrata, infine, la pressoché totale assenza di cimici autoctone.
Conference(s)
Congresso Nazionale Italiano di Entomologia
