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La mancata approvazione della deliberazione assembleare. Deliberazione negativa, deliberazione apparente e deliberazione negata

Author(s)
La Marca, Ermanno  
Date Issued
2020
Type
book
Abstract
Lo studio della mancata approvazione della deliberazione richiede di tornare a misurarsi con il problema della natura deliberazione. Le ricostruzioni negoziali sono state sottoposte a critica, per la insormontabile difficoltà di inquadrare in quella prospettiva un fenomeno nel quale il vincolo nasce, in definitiva, da un procedimento rivolto a superare un potenziale dissenso. Rispetto alla alternativa ricostruzione c.d. procedimentale, sono state esposte le ragioni per le quali la deliberazione, quale mero fatto materiale, sarebbe muta e priva del suo valore, per il quale si attenderebbe il momento formale della fattispecie, mutabile in ragione degli effetti normativi di volta in volta disposti. Secondo questa tesi, non potrebbe discutersi di un valore necessariamente univoco della deliberazione (si pensi al diverso valore che si è normalmente indotti a riconoscere alla deliberazione di approvazione del bilancio, rispetto a quella di nomina degli amministratori, e così via): da qui la concepibilità della reiezione (a maggioranza) come deliberazione negativa. La ricostruzione proposta muove dalla considerazione per cui il procedimento non può essere individuato come elemento "materiale" della deliberazione. Nel procedimento si intravede una sequenza di autonomi fatti giuridici (la convocazione, l’intervento, la discussione, la votazione, la formazione di una valida maggioranza, ecc.) destinati a conservare la loro autonomia, senza divenire elementi di una fattispecie complessa o a formazione progressiva. Viene, di conseguenza, discussa la riconducibilità della deliberazione alla nozione di fattispecie. La deliberazione è il vincolo organizzativo imposto in esito allo svolgimento del procedimento. Tale vincolo si giustifica in ragione del principio organizzativo posto con il contratto sociale. L’attuazione del contratto sociale si riduce in buona sostanza nell’esercizio della regola di maggioranza. Più che gli effetti di una volontà o di un fatto giuridico, quel vincolo costituisce il frutto dell’esercizio di un potere. I vincoli determinati dall'esercizio di questo potere definiscono una trama ordinamentale interna alla società. Quando la deliberazione sia identificata nel vincolo che sorge per l’esercizio del potere procedimentale, al fine di verificare se un vincolo sia sorto, occorre guardare alla conformità di ciascuno dei fatti giuridici a legge e statuto. Tra questi, la fattispecie “maggioranza”, che richiede la corrispondenza dei voti favorevoli all’entità richiesta dai quorum costitutivi e deliberativi. Trattandosi di fattispecie, e non di fatto materiale, non occorre guardare solo al numero dei voti espressi, ma anche all’elemento formale, elemento che, nel caso appunto della maggioranza, pare positivamente concepito come funzionale alla approvazione e non alla reiezione di una proposta. Se il rigetto a maggioranza nulla aggiunge alla efficacia del rigetto, è perché la fattispecie maggioranza non è ambivalente. La deliberazione, in quanto vincolo, non è elemento materiale: piuttosto è elemento formale di un nuovo possibile fatto giuridico, che si produrrà su di un piano diverso dalla deliberazione (si pensi alla accettazione della carica, i cui effetti presuppongono che chi accetta la carica risulti l’amministratore eletto in base ad una certa deliberazione). Se un nuovo vincolo organizzativo non si è prodotto, se non v’è alterazione dell’ordinamento della società, non è stata adottata nessuna nuova deliberazione. La persistente vincolatività dell’assetto organizzativo preesistente a seguito della "adozione di una deliberazione negativa" non può ritenersi dipendere da un qualche effetto della decisione di “non prendere una decisione”, bensì del carattere di per sé già cogente di quel medesimo assetto. Si distingue, infine, la “deliberazione negativa”, frutto di un procedimento che non termina con la produzione di un vincolo, quindi di una deliberazione, dalla “deliberazione apparente”, il vincolo proclamato, ma invalido, che si consolida una volta divenuto inoppugnabile, dalla “deliberazione negata”, il vincolo assunto dall’assemblea, ma negato dal presidente della stessa, per la cui emersione, quando il vincolo sia contestato dalla società, è necessario promuovere una specifica azione.
Handle
http://hdl.handle.net/2067/35867
File(s)
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Name

2020 La mancata approvazione della deliberazione assembleare.pdf

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