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    <title>Unitus DSpace</title>
    <link>http://http://dspace.unitus.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Fri, 24 May 2013 00:14:08 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-24T00:14:08Z</dc:date>
    <item>
      <title>Valutazione della stabilità degli acquerelli nel restauro attraverso misure di colore</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1236</link>
      <description>Title: Valutazione della stabilità degli acquerelli nel restauro attraverso misure di colore
Authors: Pelosi, Claudia; Marabelli, Maurizio; Patrizi, Francesca; Ortenzi, Floriana; Giurlanda, Flavio; Falcucci, Claudio
Abstract: Gli acquerelli costituiscono una classe di materiali oggi ampiamente utilizzati nel restauro, in particolare nella fase di reintegrazione pittorica grazie alla loro reversibilità che si mantiene nel tempo e solubilità in acqua o in medium acquosi, essendo il legante dell’acquerello costituito da gomma arabica [1-3]. Gli acquerelli reperibili in commercio sono dei preparati costituiti da diversi componenti che le ditte produttrici forniscono solo in termini generali, soprattutto per la tutela dei brevetti. L’applicazione degli acquerelli riguarda varie tipologie pittoriche: dipinti su tela e tavola, su carta e pergamena, su muro. Tuttavia il problema maggiore si pone quando vengono applicati in situazioni particolarmente avverse, ad esempio quando si interviene sui dipinti murali, con condizioni ambientali al contorno difficilmente controllabili [4]. In sostanza sono due i fattori di rischio: l’umidità di condensa capillare, che può determinare la “macchiatura” delle campiture con colori ad acquerello; le condizioni di illuminazione, che possono concentrare fasci di luce di intensità e qualità impropria sui colori stessi [5]. I colori ad acquerello, pur essendo da anni utilizzati ampiamente nella reintegrazione pittorica, non sono stati molto studiati da un punto di vista della loro stabilità nel tempo e soprattutto nei confronti dell’UR parametro che, data la solubilità del legante dell’acquerello in acqua, potrebbe risultare determinante per il loro impiego [6-8]. &#xD;
Partendo da queste basi si è scelto di analizzare gli acquerelli che costituiscono la tavolozza del restauratore e che comprende generalmente una dozzina di colori tra i quali sono stati selezionati otto tra i più utilizzati: terra d’ombra naturale (Ton), terra d’ombra bruciata (Tob), terra di Siena naturale (TSn), rosso veneziano (RV), giallo di cadmio (GC), nero d’avorio (Na), verde ossido di cromo (VOC), blu oltremare (BO). Tra i materiali disponibili in commercio sono stati scelti quelli delle Ditte che garantiscono prodotti di alta qualità, impiegati normalmente dai restauratori. In particolare sono stati scelti gli acquerelli delle ditte Maimeri (la serie Blu), Winsor &amp; Newton (serie Artists’ Water Color) e Talens (serie Rembrandt). In questa ricerca sono stati utilizzati sia colori in tubetto che in godet, a seconda delle disponibilità commerciali (la Talens e la Winsor &amp; Newton hanno fornito solo godet, la Maimeri anche colori in tubetto). Insieme con i colori le ditte hanno fornito, su richiesta, le schede tecniche dei materiali che però sono risultate incomplete e in certi casi inesatte. Per esempio, la stabilità e la permanenza sono indicate in maniera chiara solo per gli acquerelli della Winsor &amp; Newton in base alla seguente scala: AA, estremamente permanente; A, permanente; B, moderatamente permanente; C, poco durabile. Per la Winsor &amp; Newton e la Maimeri è indicata anche la resistenza alla luce secondo lo standard ASTM D–4236. La Talens indica, solo sul sito internet, alcuni test che vengono eseguiti sugli acquerelli, tra cui specifica quello di stabilità alla luce secondo l’ASTM.</description>
      <pubDate>Mon, 31 Aug 2009 22:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1236</guid>
      <dc:date>2009-08-31T22:00:00Z</dc:date>
    </item>
    <item>
      <title>La porta lignea del duomo di Todi. Indagini microclimatiche e conoscitive finalizzate a una proposta conservativa</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1330</link>
      <description>Title: La porta lignea del duomo di Todi. Indagini microclimatiche e conoscitive finalizzate a una proposta conservativa
Authors: Genco, Giorgia; Lo Monaco, Angela; Marabelli, Maurizio; Maura, Claudia; Pelosi, Claudia
Abstract: Lo studio condotto sulla porta lignea centrale del duomo di Todi ha avuto come obiettivo la conoscenza dello stato conservativo del manufatto tramite il monitoraggio microclimatico dell’ambiente, l’osservazione diretta e l’analisi in laboratorio delle specie legnose e dei materiali di restauro utilizzati; ciò al fine di ottenere dati oggettivi atti a orientare le scelte conservative. Si vuole sottolineare che il presente lavoro è stato effettuato sulla base dell’interesse dimostrato dall’Opera del Duomo di Todi che ha coinvolto docenti, ricercatori e laureandi dell’Università della Tuscia al fine di ottenere dati scientificamente validi per poter avanzare le migliori proposte conservative per il manufatto.&#xD;
A tal fine, sono state effettuate due campagne di rilevamento, una invernale ed una estiva, che hanno previsto la misurazione puntuale dell’umidità relativa dell’aria, della temperatura e dell’umidità superficiale del legno ed infine dell’irraggiamento solare . Inoltre, sono stati posizionati tre datalogger (nell’ambiente interno del portone, sul coro ligneo del duomo e sul campanile) per la misurazione dell’umidità relativa e della temperatura dell’aria per un periodo di circa un mese, sia nella stagione invernale che in quella estiva .&#xD;
Sono stati prelevati alcuni campioni per il riconoscimento delle specie legnose, sia nella porzione esterna della porta che in quella interna ed è stato condotto un esame presso il laboratorio di microscopia del DAF dell’Università della Tuscia. L’analisi spettrofotometrica dei materiali utilizzati nell’ultimo restauro, è stata invece realizzata presso il Laboratorio di diagnostica per la conservazione e il restauro ‘Michele Cordaro’ della facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università della Tuscia.&#xD;
Una ricerca eseguita presso l’archivio del capitolo della cattedrale di Todi, ha permesso di ricostruire le diverse fasi storiche della porta e di conoscere alcuni interventi di restauro eseguiti sul manufatto nel secolo scorso. Infine, è stata eseguita una campagna fotografica che ha consentito l’elaborazione di un rilievo grafico della porta.</description>
      <pubDate>Mon, 31 Dec 2007 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1330</guid>
      <dc:date>2007-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>A Methodological Approach to the Safeguard of the Wooden Door of Todi Cathedral</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1624</link>
      <description>Title: A Methodological Approach to the Safeguard of the Wooden Door of Todi Cathedral
Authors: Genco, Giorgia; Maura, Claudia; Lo Monaco, Angela; Marabelli, Maurizio; Pelosi, Claudia
Abstract: The study for the central wooden door of the Todi Cathedral has been the subject of two theses of the Faculty of Conservation of Cultural Heritage of Tuscia University. The aim of the research was to characterize the state of conservation of the artefact in comparison with the environmental microclimate. In parallel with the microclimatic survey, naked eye observations, laboratory analyses of the wooden species (carried out in the Department of Forests and Environments Laboratory of Tuscia University) and of the restoration materials (carried out in the Laboratory of Diagnostics for Conservation and Restoration “Michele Cordaro” of the Faculty of Conservation of Cultural Heritage of Tuscia University) have been also performed, in order to obtain experimental data valuable for conservation. A bibliographic study of documents available at the archive of Todi Cathedral has allowed to reconstruct the historical phases of realization and past restorations of the artefact.&#xD;
The wooden door of Todi Cathedral was realized in 1521 by the master Antonio Bencivegna da Mercatello da Massa. In 1623 it was seriously damaged by a lightning, so some years later, in 1639, the door was partly reconstructed by the artist Carlo Lorenti. Instead the plinth was reconstructed in 1792. Afterwards the door underwent several restoration interventions; the last one was carried out between 1998 and 1999. Nowadays the state of conservation of the door is seriously compromised because of both the last incorrect restoration interventions and the position that the wooden door takes up in the Cathedral façade. The deterioration of the surface above all was caused by the variations of temperature and relative humidity (RH%) and it is different in the various parts of the door. In fact, the inner surface shows a less deterioration due to both the more stable environmental conditions and the plain manufacturing typology.</description>
      <pubDate>Wed, 31 Dec 2008 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1624</guid>
      <dc:date>2008-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <item>
      <title>Problematiche conservative degli acquerelli nel restauro</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1740</link>
      <description>Title: Problematiche conservative degli acquerelli nel restauro
Authors: Pelosi, Claudia; Marabelli, Maurizio; Falcucci, Claudio; Giurlanda, Flavio; Ortenzi, Floriana; Patrizi, Francesca
Abstract: Water colours are today widely used in restoration, especially for the pictorial reintegration thanks to their reversibility and solubility during the time. But these materials show some problems when used in wall painting stored in high relative humidity environment giving rise to colour changes and dripping down the painting surface.&#xD;
The aim of this work has been to study the chemical-physical characteristics of the most used commercial water colours and to test their stability by means of artificial aging. Water colour from Maimeri, Windsor&amp;Newton and Talens have been examined; then they have been aged and the colour has been measured to evaluate their changes.</description>
      <pubDate>Sat, 31 Oct 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1740</guid>
      <dc:date>2009-10-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Preservation and usage: the Altar Machine in the Church Mother of Gangi (Palermo, Italy) and its microclimate.</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1751</link>
      <description>Title: Preservation and usage: the Altar Machine in the Church Mother of Gangi (Palermo, Italy) and its microclimate.
Authors: Lo Monaco, Angela; Marabelli, Maurizio; Pelosi, Claudia; Salvo, Michele
Abstract: The aim of this work has been to study the correlation between delicate poli material artefacts, like painted wooden sculptures, and their microclimate. In particular the Altar Machine in the Church Mother of Gangi, a little town near Palermo (Italy), has been investigated. The Machine is constituted by carved and painted wood and a complex system of winch and pulleys allows to move various statues and parts of the Machine in accordance with the baroque scenographic machineries. The microclimate of the Machine has been investigated in order to verify if the thermoigrometric values fall within the tolerance intervals that, for wood and painted wooden sculptures, has been set between 19 and 24 °C (temperature) and between 45 and 60 % (relative humidity, RH%)[1]. Analyses for the identification of wood species and for the study of the painting materials have been also carried out. All images and data are at disposal on the web site www.dendrocronologia.org.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1751</guid>
      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Il controllo degli acquerelli nel restauro mediante controlli non distruttivi</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1756</link>
      <description>Title: Il controllo degli acquerelli nel restauro mediante controlli non distruttivi
Authors: Falcucci, Claudio; Marabelli, Maurizio; Pelosi, Claudia</description>
      <pubDate>Sun, 31 Dec 2006 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1756</guid>
      <dc:date>2006-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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