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    <title>Unitus DSpace</title>
    <link>http://http://dspace.unitus.it:80</link>
    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
    <pubDate>Thu, 23 May 2013 08:21:42 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-05-23T08:21:42Z</dc:date>
    <item>
      <title>Studio del popolamento mesozooplanctonico marino costiero per la ricerca di nuovi indicatori ambientali</title>
      <link>http://hdl.handle.net/2067/1985</link>
      <description>Title: Studio del popolamento mesozooplanctonico marino costiero per la ricerca di nuovi indicatori ambientali
Authors: Aguzzi, Laura
Abstract: Lo studio riguarda l’analisi della componente mesozooplanctonica campionata&#xD;
dall’Arpalazio (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio) lungo le&#xD;
coste laziali da agosto 2001 a gennaio 2007 in 6 aree di indagine (5 “critiche” ed 1 di&#xD;
“controllo”), nell’ambito della convenzione siglata dalla Regione con il Ministero&#xD;
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, per la attuazione del Programma&#xD;
di monitoraggio dell’ambiente marino costiero 2001-2007.&#xD;
Questo lavoro nasce dall’esigenza di predisporre un quadro sintetico della struttura e la&#xD;
dinamica del popolamento mesozooplanctonico marino costiero del Lazio, sulla base di&#xD;
dati raccolti in un periodo temporale non tanto lungo da poter considerare le serie&#xD;
disponibili come storiche, ma quanto basta per riuscire a definire la fisionomia attuale&#xD;
della comunità. Una serie di sette anni è insufficiente a spiegare i trend a lungo termine&#xD;
della struttura di comunità legati a fenomeni climatici, essa può fornire indicazioni sulla&#xD;
ricorrenza di pattern e sulla manifestazione di eventi singolari, nonché evidenziare&#xD;
cambiamenti ambientali legati a modificazioni antropiche.&#xD;
Tra gli obiettivi del lavoro vi è anche quello di individuare le risposte della comunità alle&#xD;
diverse situazioni locali lungo una di fascia costiera contrassegnata sia da aree&#xD;
sottoposte a forti impatti antropici (foci dei fiumi), sia aree caratterizzati da elevati gradi&#xD;
di naturalità. Gli effetti locali degli input di acque dolci come pure gli impatti&#xD;
antropogenici possono avere una forte influenza sulle dinamiche interannuali e sulla&#xD;
distribuzione delle comunità zooplanctoniche.&#xD;
L’approccio di analisi si basa sulla ricerca di pattern tra le variabili biologiche che&#xD;
possano essere interpretati in termini di particolare situazione ambientale senza&#xD;
ricorrere alle relazioni con le variabili fisico-chimiche, ovvero, lasciare alle specie la&#xD;
opportunità di raccontarci la loro storia.&#xD;
Le 5 stazioni di campionamento zooplanctonico definite come “critiche” sono collocate&#xD;
alla distanza di 500 metri dalla costa, su una batimetria compresa tra 5 e 10 metri. Foce&#xD;
Marta (VTA), Fiumicino (RMC), Rio Martino (LTD) si trovano rispettivamente in&#xD;
corrispondenza della foci dei fiumi Marta, Tevere e del canale di Rio Martino; Monte&#xD;
d’Argento (LTE) è posizionata di fronte all’omonimo promontorio nel Golfo di Gaeta, ma&#xD;
risente parzialmente dell’influenza del fiume Garigliano; la stazione di “bianco” Zannone&#xD;
(LTF) è dislocata sulla parte sud-orientale dell’omonima isola, a circa 100 metri dalla&#xD;
costa. Lo studio ha riguardato in totale l’analisi di 613 campioni prelevati nelle 6 stazioni&#xD;
con frequenza quindicinale, quando possibile, da agosto 2001 a gennaio 2007, con una&#xD;
interruzione di tre mesi nel 2006, da aprile alla prima metà di luglio.&#xD;
La classificazione degli organismi è stata eseguita a livello di specie per i gruppi dei&#xD;
Copepodi e dei Cladoceri, a livelli tassonomici superiori per il resto dell’oloplancton. Il&#xD;
meroplancton è stato identificato a livello di grandi gruppi come stadi larvali&#xD;
indeterminati. Sono state ritrovate 82 specie di Copepodi e 4 di Cladoceri (Podon&#xD;
polyphemoides, Penilia avirostris, Evadne tergestina ed Evadne spinifera ). I Copepodi&#xD;
risultano in gruppo dominante nella maggior parte delle stazioni, tranne a Ladispoli dove&#xD;
il contributo percentuale è poco al di sotto del 50%. Poche specie di Copepodi sono&#xD;
quantitativamente responsabili di larga parte del popolamento: Paracalanus parvus&#xD;
Oithona nana, Centropages ponticus, Acartia clausi, Euterpina acutifrons, Acartia&#xD;
discaudata var. mediterranea e Oithona similis, costituiscono il 90% del totale adulti,&#xD;
rappresentando un ruolo chiave nella struttura del popolamento.&#xD;
La successione stagionale delle densità medie del popolamento totale, calcolate su&#xD;
tutte le stazioni, evidenzia due incrementi principali, uno ad inizio-primavera, più&#xD;
spiccato, e con valori assoluti maggiori, l’altro tardo-estivo autunnale caratterizzato da&#xD;
una maggiore ampiezza e diversità tassonomica.&#xD;
L’andamento medio delle densità zooplanctoniche nelle sei serie è caratterizzato da&#xD;
una chiara ciclicità stagionale, pattern manifestato anche dall’andamento delle&#xD;
coordinata dei campioni prelevati nei 6 siti sul primo e secondo asse dell’Analisi delle&#xD;
Corrispondenze (CA). La regolarità del segnale stagionale è stata testata per ogni serie&#xD;
mediante l’autocorrelazione di rango a 12 mesi della coordinata dei campioni sul primo&#xD;
asse della CA utilizzando i coefficienti Spearman e Kendall. Il segnale di stagionalità&#xD;
delle diverse serie è stato ulteriormente verificato mediante il test di Mantel.&#xD;
Per ogni serie sono stati inoltre eseguiti Runs Test sulle singole specie ritrovate, per&#xD;
valutare il grado di casualità della loro presenza nelle diverse serie. La maggior parte&#xD;
delle specie risultate significative (p&lt; 0,01), mostrano un pattern di alternanza&#xD;
presenza-assenza legato alla stagionalità. Una classificazione condotta mediante&#xD;
clustering gerarchico ha identificato per ogni sito gruppi di campioni separati&#xD;
principalmente sulla base del fattore stagionale e successivamente è stata effettuata&#xD;
una caratterizzazione per ognuno di essi in base delle associazioni di specie che lo&#xD;
distinguono. Un’Indicator Species Analysis è stata utilizzata sia per individuare i taxa più&#xD;
caratterizzanti dei gruppi definiti all’interno delle serie, sia per confrontare le diverse&#xD;
serie tra loro. Sono stati, quindi, definiti gruppi di specie caratteristiche per i singoli siti e&#xD;
all’interno di essi, le specie più rappresentative nei diversi periodi dell’anno.&#xD;
I risultati ottenuti dal confronto tra i dati di zooplancton e la classificazione CAM&#xD;
evidenziano, inoltre, una coerenza tra i due parametri, sottintendendo un possibile ruolo&#xD;
da parte delle specie zooplanctoniche a discriminare tra i diversi stati di qualità&#xD;
ambientale delle acque marine costiere.&#xD;
L’applicazione delle tecniche statistiche ha permesso la ricerca di pattern nella struttura&#xD;
delle diverse comunità analizzate in rapporto alle particolari situazioni ambientali,&#xD;
consentendo, inoltre, di inferire le proprietà fisico-chimiche dell’ambiente in base alle&#xD;
modalità di distribuzione delle specie nello spazio e nel tempo.&#xD;
L’insieme dei risultati ottenuti dalle diverse analisi ha consentito di definire i taxa più&#xD;
rappresentativi delle successioni stagionali nelle diverse stazioni durante il periodo&#xD;
esaminato ed ha evidenziato l’esistenza di differenze fra i siti.&#xD;
La regolarità di fondo che caratterizza le serie analizzate e la possibilità di riconosce dei&#xD;
gruppi caratteristici delle diverse situazioni ambientali testimonia l’importanza dello&#xD;
studio di queste componenti dell’ecosistema marino ai fini dell’identificazione di&#xD;
eventuali perturbazioni, sia di natura temporanea, sia di ungo termine dell’ecosistema&#xD;
marino costiero&#xD;
Lo zooplancton, quindi, ancora di più di altri elementi già oggetto di indagine, dovrebbe&#xD;
essere regolarmente ed adeguatamente monitorato, sia per il suo ruolo nel sistema&#xD;
ecologico, sia per il tipo di risposta che offre alle diverse situazioni ambientali.; This study focussed on the structure and spatio-temporal dynamics of&#xD;
mesozooplanktonic marine populations collected over six years (2001-2007) along the&#xD;
coast of the Latium region (middle Tyrrhenian Sea, Mediterranean Sea).&#xD;
Five sampling sites plus one reference site were chosen as a part of a national&#xD;
monitoring program (funded by Ministry of Environment and the Regional Agency for&#xD;
Environmental Protection, ARPALazio). The aim of this program was to determine the&#xD;
spatial distribution, seasonal patterns and inter-annual variability zooplankton of Italian&#xD;
coastal waters. These characteristics of zooplankton populations normally require longterm&#xD;
time series data, however, there are statistical methods that can be applied to&#xD;
limited datasets that can highlight recurrent patterns and dominant taxa. The ultimate&#xD;
goal of the project was to determine the response of zooplankton population dynamics&#xD;
to changing environmental conditions and to assess their potential use as bioindicators.&#xD;
Taxonomical analysis was performed on more than 600 samples collected every two&#xD;
weeks. This analysis resulted in a list of 82 copepods and 4 cladoceran taxa (adult&#xD;
specimens) within the study area. Copepods normally dominated during the study&#xD;
period, with seven species comprising around 90% of the total adult assemblage&#xD;
(Paracalanus parvus Oithona nana, Centropages ponticus, Acartia clausi, Euterpina&#xD;
acutifrons, Acartia discaudata var. mediterranea and Oithona similis.&#xD;
The seasonal cycle of averaged density values at community level showed two peaks.&#xD;
The first peak (short duration, high maximum biomass) which occurred in April was&#xD;
mostly composed of copepods. The second peak (long duration, lower maximum&#xD;
biomass) which occurred in late-summer to early-autumn was initially dominated by&#xD;
cladocerans followed by a shift in dominance to copepods in autumn.&#xD;
Statistical analyses, including correspondence analysis, rank autocorrelation on 12&#xD;
months with Spearman and Kendall coefficients and Mantel test were applied to the raw&#xD;
data set from each station, each confirming the occurrence of temporal patterns.&#xD;
Both Runs tests and Indicator Species Analyses indicated the existence of “species&#xD;
assemblages”, groupings of taxa distinct to the different sites and to different periods&#xD;
within the same site. Comparisons between the zooplankton community and water&#xD;
quality parameters (CAM) showed a significant relationship highlighting a possible role&#xD;
of zooplankton assemblages as bioindicators of coastal marine water quality.
Description: Dottorato di ricerca in Ecologia e gestione delle risorse biologiche</description>
      <pubDate>Thu, 06 Mar 2008 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/2067/1985</guid>
      <dc:date>2008-03-06T23:00:00Z</dc:date>
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