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    <title>Viaggiare tra Risorgimento e Restaurazione. Tre religiosi toscani a Roma nell'anno 1829</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/997</link>
    <description>Title: Viaggiare tra Risorgimento e Restaurazione. Tre religiosi toscani a Roma nell'anno 1829
Authors: Cipriani, Piera
Abstract: Lo studio che presento nella mia tesi di dottorato riguarda il viaggio che tre religiosi toscani, il frate camaldolese Silvestro Bernardini, l’ex-pievano Jacopo Bartolini e il canonico Gaetano Talej&#xD;
compiono a Roma nell’anno 1829, lasciandone testimonianza in un diario di viaggio che si conserva presso l’Archivio Storico del Monastero di Camaldoli.&#xD;
Il manoscritto, segnato Ms 134, consta di centoquarantadue fogli numerati progressivamente dall’estensore che dichiara di copiare dall’originale senza rivelare la propria identità.&#xD;
I protagonisti sono umili esponenti del basso clero e non dispongono perciò di laute risorse economiche. Viaggiare in società consente, quindi, di ammortizzare i costi ma non solo. Il gruppo è considerato un’entità indivisibile ed il viaggio è dominato dall’esigenza di condividere l’esperienza&#xD;
che si sta per intraprendere.&#xD;
E’, infatti, una gita, un viaggio di piacere, che rappresenta una rottura nelle rispettive vite di questi religiosi, in quanto li proietta fuori i confini dell’universo monastico e li pone a contatto con un mondo altro e variegato che supera gli angusti orizzonti del proprio retroterra culturale. Ho cercato di evidenziare come questa gita di piacere consenta di sviluppare, in particolare in Silvestro&#xD;
Bernardini, una dimensione laica del viaggio effettivamente compiuto.&#xD;
Determinante il rapporto che si instaura con la guida di Mariano Vasi, l’Itinerario istruttivo in otto stazioni o giornate per ritrovare con facilità tutte le antiche e moderne magnificenze di Roma, che&#xD;
l’estensore richiama più volte nel corso del soggiorno romano e alla quale frequentemente rinvia il lettore per approfondire la descrizione dei monumenti più ragguardevoli della città eterna.&#xD;
Il suo uso conferma la volontà di una visita articolata in tappe seguendo un itinerario prestabilito, anche se l’estensore non mancherà di esternare l’insofferenza di Bernardini e Talej verso un&#xD;
modello di visita che Jacopo Bartolini, economo della società, vorrebbe rigidamente imprigionato nel modello delle otto giornate.&#xD;
La tesi è costituita da cinque capitoli.&#xD;
Il primo è dedicato alla presentazione di due tipologie di viaggiatori, nobili e religiosi, che si spostano dentro e fuori i confini dello Stato Pontificio nell’età moderna. L’argomento è illustrato&#xD;
anche attraverso documenti inediti conservati in alcuni importanti archivi di famiglia.&#xD;
Ho ritenuto importante che l’analisi di questo manoscritto fosse contestualizzata nel periodo storico di riferimento del viaggio compiuto: pertanto, nel secondo capitolo, ho elaborato una mappatura di&#xD;
viaggiatori italiani che nei primi anni del secolo XIX visitano, per motivi diversi, la città eterna, cercando di evidenziare i connotati peculiari del viaggio effettuato. Geografie diverse di viaggi e&#xD;
viaggiatori testimoniano un processo di democratizzazione che investe la cultura del viaggio conferendo a quest’ultimo un carattere “popolare”.&#xD;
Il viaggio ha contribuito, quindi, ad avvicinare territori di uno stato non ancora unificato consentendo la scoperta di elementi comuni che legano l’Italia da un capo all’altro.&#xD;
Il terzo capitolo rappresenta un’interpretazione personale del manoscritto camaldolese dal punto di vista della letteratura di viaggio ed evidenzia l’instaurarsi di una logica di opposizione tra Bernardini e Bartolini che, da viaggiatori, divengono “personaggi”.&#xD;
Il quarto, invece, ripercorre l’itinerario del viaggio di andata e di ritorno dei tre religiosi toscani, inserito nel contesto storico di riferimento. Ho delineato perciò le condizioni della rete viaria dello&#xD;
Stato Pontificio nella prima metà dell’Ottocento, un’epoca di Risorgimento e Restaurazione, segnata da importanti trasformazioni; ho evidenziato, inoltre, come il Risorgimento sia estraneo alla&#xD;
cultura dei nostri religiosi condizionandone, però, gli elementi dell’osservazione e dispiegando&#xD;
effetti sul viaggio stesso.&#xD;
Il quinto capitolo è una mappatura delle scritture di viaggio conservate negli istituti culturali frequentati ai fini della ricerca.&#xD;
In appendice ho riportato, invece, la trascrizione del manoscritto.; The topic of my thesis is the journey made to Rome in 1829 by three Tuscan churchmen: the&#xD;
Camaldolese Silvestro Bernardini, the ex-parish priest Jacopo Bartolini, the treasurer of the&#xD;
group, and the canon Gaetano Talej. They wrote a diary of this journey which is preserved in the&#xD;
Historical Archive of the Monastery of Camaldoli.&#xD;
The manuscript, marked Ms 134, is made of 142 sheets of paper numbered in progressive order&#xD;
by the redactor, who never reveals his identity and states that e has just copied down the original text.&#xD;
The protagonists are humble members of the lower clergy and cannot rely on large financial&#xD;
resources, therefore travelling together allow them to amortize the expenses, moreover the&#xD;
journey itself is conceived as an experience to share. As a matter of fact it a journey for pleasure, which takes the three men away from their world and put them in contact with a more various and open-minded reality.&#xD;
I have tried to show how this experience developed, especially in Silvestro Bernardini, a lay value of the journey actually made.&#xD;
The relationship with the guide written by Mariano Vasi is crucial.  &#xD;
The reference to this text confirms that the journey was thought as a series of steps following a planned route, even though the writer stresses on Bernardini’s and Talej’s dissatisfaction with Bartolini’s proposal not to travel more than eight days.&#xD;
My thesis consists of 5 chapters.&#xD;
The first introduces two types of travellers, the noblemen and the churchmen, who move within&#xD;
and outside the Papal State in the modern age. The topic is also supported by unpublished&#xD;
documents preserved in family important archives.&#xD;
It is important to contextualize the manuscript in the historical background in which the journey&#xD;
took place , therefore in the second chapter I have developed a mapping of the Italian travellers&#xD;
who in the first years of the 19th century visit Rome for various reasons and I have tried to&#xD;
emphasise the peculiar features of each journey. Different journeys and travellers witness a&#xD;
process of democratization which involves the idea of travelling and gives it a “popular” value.&#xD;
In a country which was not yet unified the travel contributed to make distant territories near and&#xD;
to discover common elements across Italy.&#xD;
The third chapter is a personal interpretation of the Camaldolese manuscript according to the&#xD;
criteria of the traveller’s literature, and underlines the rise of contrasting positions between Bernardini and Bartolini who turn into characters.&#xD;
The fourth one follows the outward and return journey of the three Tuscan churchmen, set in its&#xD;
historical background.&#xD;
Therefore I mapped the condition of the road network of the Papal State in the first half of the 19th century, a period of Risorgimento and Restaurazione, characterised by important changes; I have also shown how distant the three me’ culture is from the Risorgimento, even though it affected the objects of their interest and the journey itself.&#xD;
The fifth chapter contains a list of the travel texts preserved in the cultural institutes I visited for my research.&#xD;
The manuscript has been inserted as addendum.
Description: Dottorato di ricerca in Storia e cultura del viaggio e dell'odeporica in età moderna</description>
    <dc:date>2010-02-04T23:00:00Z</dc:date>
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