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    <title>Unitus DSpace</title>
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    <description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
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    <dc:date>2013-06-19T02:27:27Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2067/1276">
    <title>Modello previsionale del rischio di attacco del punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) nel Lazio: ipotesi di lavoro.</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/1276</link>
    <description>Title: Modello previsionale del rischio di attacco del punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) nel Lazio: ipotesi di lavoro.
Authors: Speranza, Stefano; Alilla, Roberta; Pesolillo, Simone; Severini, Maurizio
Abstract: In questo lavoro si propone di mettere a punto un  modello di diagnosi e previsione del rischio di attacco delle popolazioni di R. ferrugineus nel Lazio che possa fornire il supporto  adeguato per la gestione degli interventi fitoiatrici in relazione alla presenza ed alla diffusione nel territorio del puntuerolo rosso delle palme.</description>
    <dc:date>2007-02-28T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2067/1277">
    <title>Applicazione del modello a ritardo variabile per la simulazione della fenologia degli stadi preimmaginali del balanino del castagno Curculio propinquus (Desbr.)(Coleoptera, Curculionidae)</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/1277</link>
    <description>Title: Applicazione del modello a ritardo variabile per la simulazione della fenologia degli stadi preimmaginali del balanino del castagno Curculio propinquus (Desbr.)(Coleoptera, Curculionidae)
Authors: Speranza, Stefano; Alilla, Roberta; Pesolillo, Simone; Stacchiotti, Manuela; Paparatti, Bruno; Severini, Maurizio
Abstract: La castanicoltura nel Centro Italia si trova ad affrontare rilevanti perdite di produzione a causa, in particolare, dei danni provocati dagli attacchi di due specie di balanino (Curculio elephas e Curculio propinquus). Nel 2004 nell’area dei Monti Cimini (VT) è iniziata una campagna di campionamenti settimanali del balanino nel periodo agosto-ottobre in castagneti da frutto infestati, non trattati, allo scopo di costruire un modello di simulazione della dinamica di popolazione dell’insetto. In questa sede saranno trattati i risultati preliminari riguardanti la simulazione della fenologia degli stadi preimmaginali dell’insetto, eseguita mediante il Modello a Ritardo Variabile (MRV).</description>
    <dc:date>2007-02-28T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2067/1980">
    <title>Ritardo di sviluppo di coorti di Xenopus laevis in prometamorfosi esposte a campi magnetici a bassa frequenza e confronto del contenuto di melatonina retinica tra esposti e controlli</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/1980</link>
    <description>Title: Ritardo di sviluppo di coorti di Xenopus laevis in prometamorfosi esposte a campi magnetici a bassa frequenza e confronto del contenuto di melatonina retinica tra esposti e controlli
Authors: Alilla, Roberta
Abstract: Ritardo di sviluppo di coorti di Xenopus laevis in prometamorfosi esposte a campi&#xD;
magnetici a bassa frequenza e confronto del contenuto di melatonina retinica tra esposti&#xD;
e controll.&#xD;
Lo scopo della mia Tesi di Dottorato di Ricerca era di confermare, mediante esperimenti,&#xD;
che l’esposizione di girini di Xenopus laevis (Daudin) a deboli campo a bassa frequenza&#xD;
può rallentare lo sviluppo ontogenetico di questi animali, verificare l’esistenza di&#xD;
particolari combinazioni di ampiezza-frequenza del campo magnetico in grado di&#xD;
promuovere questo fenomeno, e tentare, sempre sperimentalmente, di comprendere se la&#xD;
melatonina possa avere il ruolo di molecola ‘target’ per l’energia magnetica. Ho proposto&#xD;
questa ricerca sulla base dei risultati di una precedente, in cui il mio tutor aveva osservato&#xD;
un ritardo significativo (P &lt;0.001) della metamorfosi in girini di X. laevis esposti al campo&#xD;
magnetico di un apparecchio televisivo[Severini et al., 2003]. E’ noto che il televisore&#xD;
possiede un campo magnetico con forma d’onda a ‘dente di sega’, costituito da differenti&#xD;
componenti armoniche; pertanto, non è possibile definire quale combinazione(i) di&#xD;
frequenza-ampiezza emessa dal televisore è responsabile del ritardo di maturazione&#xD;
osservato. Al fine di comprendere il ruolo delle differenti combinazioni di frequenzaampiezza&#xD;
nel causare ritardo di sviluppo in X. laevis, è stato progettato e costruito un&#xD;
solenoide in cui potessero essere posizionati gli acquari contenti i girini per esposizioni&#xD;
prolungate. Impiegando questo solenoide come sorgente di campo magnetico sono stati&#xD;
eseguiti sei esperimenti: tre durante il primo anno ed i restanti tre durante il secondo. Nel&#xD;
terzo anno, quando è stato preso in considerazione il ruolo della melatonina, i girini sono&#xD;
stati esposti al campo magnetico emesso da un apparecchio televisivo, come nei precedenti&#xD;
esperimenti condotti da Severini.&#xD;
Nei tre esperimenti del primo anno, sono state allevate quattro coorti di 35 girini in&#xD;
acquari nelle stesse condizioni (di temperatura, disponibilità d’acqua, dieta e fotoperiodo).&#xD;
Due delle quali erano esposte all’interno del solenoide a due combinazioni leggermente&#xD;
differenti di frequenza ed intensità del campo magnetico: (50 Hz, 71.1 μT rms) e (50 Hz,&#xD;
73.7 μT rms), rispettivamente. Le alter due coorti, quelle di controllo, erano esposte al&#xD;
campo geomagnetico statico (20,6 μT) ed al campo variabile di fondo (0.05 μT) [Severini,&#xD;
Alilla et al., in review]. I risultati dell’analisi statistica ANOVA a due vie mostrano che il&#xD;
campo magnetico ELF più intenso (73.7 μT rms) causa un ritardo di sviluppo altamente&#xD;
significativo (4.05 giorni, P &lt;0.001) rispetto ai controlli, mentre il ritardo dovuto al campo&#xD;
più debole (71.1 μT rms) è inferiore (1.57 giorni) e non significativo (P &lt; .40). Questo&#xD;
118&#xD;
risultato non conferma solo che l’esposizione al campo magnetico rallenta lo sviluppo dei&#xD;
girini, ma suggerisce inoltre l’esistenza di una soglia di intensità tra 71 μT rms e 74 μT rms&#xD;
(rispettivamente di ampiezza 100 μT e 104 μT) associata all’esposizione dei girini ad un&#xD;
campo magnetico a 50 Hz.&#xD;
In ognuno dei tre esperimenti del secondo anno, due coorti erano esposte alle stesse&#xD;
combinazioni di frequenza-ampiezza del campo generato all’interno del solenoide: (50 Hz,&#xD;
71.1 μT rms) and (50 Hz, 73.7 μT rms) con una sola differenza rispetto agli esperimenti del&#xD;
primo anno. Nella prima serie il campo statico (geomagnetico) era (20,6 μT), nella seconda&#xD;
il campo statico all’interno del solenoide è stato aumentato fino a raggiungere 65 μT.&#xD;
Questa operazione è stata eseguita per condurre la seconda serie di esperimenti in&#xD;
condizioni di risonanza di ciclotrone del Ca2+, in accordo con la teoria di Liboff [Liboff,&#xD;
1985], e capire se questa teoria può spiegare (almeno in parte) i ritardi osservati. I risultati&#xD;
mostrano che il campo magnetico alla frequenza di risonanza di ciclotrone del Ca2+ ha&#xD;
prodotto un ritardo di sviluppo significativo (0.86 days, P&lt;.05), benché inferiore a quello&#xD;
della prima serie. Confrontando i risultati dell’ultima serie di esperimenti con quelli della&#xD;
prima, possiamo escludere che gli ioni calcio giochino un ruolo importante nel ritardare la&#xD;
metamorfosi in condizioni di risonanza. Ciò è in accordo con la critica principale alla&#xD;
teoria di Liboff, per la quale l’agitazione termica delle molecole nella materia distrugge gli&#xD;
effetti della risonanza di ciclotrone [Adair, 1991]. In conclusione, gli ioni calcio non&#xD;
possono essere considerati come molecole ‘target’ dei fotoni elettromagnetici nella materia&#xD;
biologica.&#xD;
Nel tentative di trovare un mediatore biologico tra la radiazione elettromagnetica ad onda&#xD;
lunga ed il ritardo di sviluppo, il terzo anno della mia ricerca è stato dedicato ad indagare il&#xD;
ruolo svolto dalla melatonina. Negli Anfibi, la metamorfosi è indotta da una graduale&#xD;
crescita dell’ormone tiroideo (TH) fino a raggiungere un picco al climax metamorfico. La&#xD;
melatonina ha un effetto inibitorio diretto sull’ormone tiroideo in tutti gli stadi di sviluppo&#xD;
[Wright et al., 2000] and ed è considerata un mediatore dell’azione dei campi&#xD;
elettromagnetici [Reiter, 1998]. Nei miei due esperimenti ho esposto una coorte di girini di&#xD;
X. laevis al campo magnetico emesso da un apparecchi televisivo, come negli esperimenti&#xD;
di Severini [2003].&#xD;
Gli espianti delle retine di Xenopus sono iniziate durante la prometamorfosi circa allo&#xD;
stadio 55, secondo la classificazione di Nieuwkoop &amp; Faber [1956], e le concentrazioni di&#xD;
melatonina sono state determinate mediante un test ELISA (IBL-Hamburg). I risultati&#xD;
mostrano che nelle retine di Xenopus la melatonina presenta un ritmo circadiano di sintesi&#xD;
119&#xD;
con livelli elevate di notte e livelli bassi di giorno. Fino ad ora, era noto che le retina di X.&#xD;
laevis sintetizzasse e rilasciasse la melatonina miticamente in stadi precoci della vita&#xD;
embrionale e larvale (26 e 47) [Green et al,. 1999]; i nostri risultati mostrano che ciò&#xD;
avviene anche in prometamorfosi. L’esposizione al campo magnetico del televisore ha&#xD;
causato un rallentamento dello sviluppo già rilevabile tre settimane dopo l’oviposizione,&#xD;
tuttavia, la differenza tra le concentrazioni di melatonina degli esposti e dei controlli non&#xD;
risulta significativa. E’ noto che le concentrazioni di melatonina diminuiscono quando i&#xD;
girini di X. laevis si avvicinano alla metamorfosi, e presumibilmente, anche le differenze&#xD;
tra esposti e non esposti tendono a diminuire. Come conseguenza, il numero di retine&#xD;
espiantate deve aumentare nell’intento di mostrare una differenza tra la concentrazione di&#xD;
melatonina retinica dei girini esposti e non.; Developmental delay of Xenopus laevis cohorts in prometamorphosis exposed to weak&#xD;
low frequency magnetic fields and comparison of retina’s melatonin concentration&#xD;
between exposed and control cohorts.&#xD;
Objective of my doctor’s degree thesis was to confirm by experiments that exposure of&#xD;
Xenopus laevis (Daudin) tadpoles to weak low frequency magnetic fields can slow down&#xD;
animal’s ontogenetic development, to check particular amplitude-frequency combinations&#xD;
of magnetic fields in promoting this phenomenon, and to attempt, still through&#xD;
experiments, understanding if melatonin can be considered as a target molecule of&#xD;
magnetic energy. I proposed this research starting from the results of a previous one, in&#xD;
which my tutor observed a significant (P &lt;0.001) metamorphosis delay in X. laevis&#xD;
tadpoles exposed to the magnetic field of a TV set [Severini et al., 2003]. It is well known&#xD;
that TV magnetic field has a ‘saw-tooth’ shape, and that it consists of different harmonic&#xD;
components; then, it is not possible to ascertain which frequency-amplitude combination(s)&#xD;
of TV magnetic field is responsible of the observed maturation retard. In order to check&#xD;
the role of different amplitude-frequency magnetic field combinations in causing X. laevis&#xD;
developmental retard, a tuneable solenoid in which aquariums with tadpoles can be lodged&#xD;
for long (toxic) exposures was planned and constructed. With this solenoid as magnetic&#xD;
field source were performed six experiments: three in the first year and the remaining three&#xD;
in the second. In the third year, when the role of melatonin was taken into consideration,&#xD;
tadpoles were exposed to a magnetic field emitted from a TV device, as in the former&#xD;
Severini’s experiments.&#xD;
In the three experiments of the first year, four cohorts of 35 tadpoles were reared in&#xD;
aquariums in comparable conditions (of temperature, water availability, feeding and&#xD;
photoperiod). Two of them were exposed inside the solenoid to two slightly different&#xD;
combination of magnetic field frequency and intensity: (50 Hz, 71.1 μT rms) and (50 Hz,&#xD;
73.7 μT rms), respectively. The remaining two cohorts, the control ones, were exposed to&#xD;
static geomagnetic field (20,6 μT) and background variable field (0.05 μT) [Severini,&#xD;
Alilla et al., in review]. The statistical analysis of results via two way ANOVA shows that&#xD;
the strongest ELF magnetic field (73.7 μT rms) causes a highly significant metamorphosis&#xD;
delay (4.05 days, P &lt; 0.001) with respect to the controls, whereas the retard caused from&#xD;
the weakest one (71.1 μT rms) is smaller (1.57 days) and not significant (P &lt;.40). This&#xD;
result not only confirms that magnetic exposure can slow down tadpoles development, but&#xD;
it also suggests that a sharp intensity threshold between 71 μT rms and 74 μT rms&#xD;
115&#xD;
(amplitude 100 μT and 104 μT) must exist in considering developmental retards associated&#xD;
to exposures to 50 Hz electromagnetic fields.&#xD;
In each of the three experiments of the second year, two cohorts were exposed to the same&#xD;
frequency-intensity combinations of magnetic field in the solenoid: (50 Hz, 71.1 μT rms)&#xD;
and (50 Hz, 73.7 μT rms) with the following difference as to the first year. Then, the&#xD;
constant static (geomagnetic) field was (20,6 μT), while in the new series of experiments&#xD;
the constant static magnetic field in the solenoid was augmented artificially up to 65 μT.&#xD;
This was done to perform this series of experiments in condition of Ca2+ cyclotron&#xD;
resonance, according to Liboff’s theory [Liboff, 1985] and to check if this theory could&#xD;
explain (at least partially) the observed retards. The results show that the magnetic field&#xD;
Ca2+ cyclotron resonance produced a significant developmental delay (0.86 days, P&lt;.05),&#xD;
though shorter than that of the first series. Comparing the results of the last three&#xD;
experiments in the solenoid to the former three, we can exclude that calcium ions play an&#xD;
important role in retarding metamorphosis via cyclotronic resonance. This is in agreement&#xD;
with the main criticism of the Liboff’s theory, according to which thermal molecular&#xD;
agitation in matter destroys the effects of cyclotronic resonance [Adair, 1991]. In&#xD;
conclusion, cellular calcium ions cannot be considered as target molecules of&#xD;
electromagnetic photons in biological matter.&#xD;
In attempt to find a biological mediator between electromagnetic long wave radiation and&#xD;
developmental delay, the third year of my research was dedicated to investigate the role of&#xD;
melatonin. In Amphibians, metamorphosis is induced by a gradual rise in the thyroid&#xD;
hormones (TH) that get to their maximum values during metamorphic climax. Melatonin&#xD;
has an inhibitory effect on the thyroid hormones in all stages of the life cycle [Wright et&#xD;
al., 2000] and it is considered a mediator of electromagnetic fields [Reiter, 1998]. In my&#xD;
two experiments I exposed a cohort of X. laevis tadpoles to the magnetic field emitted by a&#xD;
TV set, as in Severini’s experiment [2003].&#xD;
Removal of Xenopus retinas started during animal’s prometamorphosis about at stage 55,&#xD;
according to Nieuwkoop &amp; Faber classification [1956], and melatonin concentrations was&#xD;
measured by the ELISA (IBL-Hamburg) test. The results show that melatonin in Xenopus&#xD;
retinas has a circadian rhythm of synthesis with high levels at night and low levels during&#xD;
the day. Up to now, it was known that X. laevis retinas synthesize and release melatonin&#xD;
rhythmically in early embryonic and larval stages (26 and 47) [Green et al,. 1999]; our&#xD;
results show that this happens also in prometamorphosis. The exposure to the TV set&#xD;
magnetic field caused a developmental slow down already significant three weeks after&#xD;
116&#xD;
oviposition, however, the difference between melatonin concentrations of exposed and&#xD;
unexposed cohorts does not result significant. It is known that melatonin concentrations&#xD;
decrease as X. laevis tadpoles approach metamorphosis, and presumably, differences in&#xD;
melatonin concentrations between exposed and not exposed tadpoles progressively&#xD;
diminish. As consequence, the number of removed retinas must increase with respect to as&#xD;
we did in order to show a difference of retinal melatonin concentration between exposed&#xD;
and not exposed tadpoles.
Description: Dottorato di ricerca in Genetica e biologia cellulare</description>
    <dc:date>2008-04-03T22:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2067/2253">
    <title>Simulazione dello sviluppo fenologico del coleottero Chrysomela populi L. mediante il modello a ritardo distribuito: studio di fattibilità</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/2253</link>
    <description>Title: Simulazione dello sviluppo fenologico del coleottero Chrysomela populi L. mediante il modello a ritardo distribuito: studio di fattibilità
Authors: Speranza, Stefano; Alilla, Roberta; Pesolillo, Simone; Severini, Maurizio
Abstract: In ambito forestale gli insetti defogliatori sono tra i principali artefici del deperimento delle aree boschive, la Chrysomela populi L. è il principale defogliatore del pioppo potendo determinare gravi danni alle piante di giovane età. L’effetto dell’insetto si esplica in un danno diretto ed in uno indiretto; il primo consiste nella riduzione della capacità fotosintetica della pianta, il secondo in quella delle scorte energetiche mobilitate dalla pianta per lo sviluppo di nuove foglie.&#xD;
Uno dei principali scopi del progetto europeo EUROFACE, è di individuare le possibili variazioni della fenologia del pioppo nelle condizioni previste di incremento dei valori della CO2 atmosferica. In questo ambito, si è sviluppato l’interesse per lo studio della dinamica di popolazione di C. populi in relazione alla fenologia del pioppo in condizioni di aumento della concentrazione di CO2. La fattibilità di un tale studio è stata affrontata tramite l’applicazione di un modello di simulazione della fenologia dell’insetto basato sulla teoria dei ritardi distribuiti. Il modello, ‘Distributed Delay Model’- DDM (Manetsch, 1976), è in grado di simulare il passaggio degli individui di una popolazione attraverso gli stadi del loro ciclo vitale (sviluppo fenologico), osservando che gli individui che entrano contemporaneamente in un dato stadio di sviluppo (coorte), ne escono distribuiti nel tempo (sviluppo stocastico). Nella formulazione a temperatura variabile ′Time Varying Delay′- TVD, l’inserimento della temperatura dell’ambiente in cui vive l’insetto consente di simulare la dinamica della popolazione anche in campo. I dati che influenzano significativamente la stima dei parametri biologici e climatici necessari per la formulazione del modello, sono stati desunti in letteratura e successivamente utilizzati per la simulazione dello sviluppo fenologico del crisomelide.</description>
    <dc:date>2003-12-31T23:00:00Z</dc:date>
  </item>
  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/2067/2318">
    <title>Per una precisa definizione degli stadi larvali del Curculio propinquus (Desbr.) fitofago chiave del castagno nel comprensorio castanicolo dei Monti Cimini (Viterbo)</title>
    <link>http://hdl.handle.net/2067/2318</link>
    <description>Title: Per una precisa definizione degli stadi larvali del Curculio propinquus (Desbr.) fitofago chiave del castagno nel comprensorio castanicolo dei Monti Cimini (Viterbo)
Authors: Speranza, Stefano; Paparatti, Bruno; Stacchiotti, Manuela; Alilla, Roberta; Severini, Maurizio
Abstract: Nel viterbese si è osservato negli ultimi decenni, un crescente interesse nei confronti della castanicoltura. I fitofagi che infestano il castagno sono numerosi e possono produrre danni a foglie, frutti e legno. Consistenti infestazioni si hanno da parte dei due coleotteri curculionidi, comunemente noti come “Balanini delle castagne” (Curculio elephas (Gyll.) e C. propinquus (Desbr.)), di alcuni lepidotteri tortricidi (Pammene fasciana (L.), Cydia fagiglandana (Zeller), e Cydia splendana (Hb.) e recentemente dal cinipide galligeno Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu. L’attività dei due coleotteri può compromettere, in alcune annate, fino al 90% del raccolto. Nei castagneti dei Monti Cimini, le popolazioni di balanini sono costituite per il 95% da C. propinquus, e solo per il 5% da C. elephas. Gli adulti di queste due specie sfarfallano dal terreno generalmente nel mese di agosto e si portano sulle chiome delle piante ospiti, dove avviene l’accoppiamento e l’ovideposizione. La larva è tipicamente carpofaga e svolge l’intero ciclo preimmaginale all’interno della castagna in accrescimento. Al termine dello sviluppo, la larva fuoriesce dai frutti praticando un tipico foro nel pericarpo e si lascia cadere al suolo, dove si interra costruendosi una celletta in cui sverna e permane fino all’estate successiva. Per l’eccessivo uso di principi attivi insetticidi, da alcuni anni il Dipartimento di Protezione delle Piante ha intrapreso studi sulla bioetologia ed il controllo di questi insetti. Recentemente inoltre, in collaborazione con il Dipartimento di Ecologia e Sviluppo Economico Sostenibile dell’Università degli Studi della Tuscia, ha intrapreso studi di morfometria larvale del C. propinquus allo scopo di individuare con esattezza lo stadio larvale. Le osservazioni sono state effettuate nell’anno 2005, in un castagneto da frutto, non trattato, infestato da C. propinquus, situato nel Comune di Carbognano (VT). Dalla chioma delle piante sperimentali sono stati raccolti, con cadenza settimanale, 50 ricci allo scopo di determinare lo stadio infestante. Le castagne in accrescimento, contenute nei ricci sono state analizzate e dissezionate in laboratorio, prelevando le larve presenti. La capsula cefalica delle suddette larve è stata misurata allo stereomicroscopio per mezzo di un micrometro oculare. L’analisi statistica ha consentito di individuare con precisione i diversi stadi larvali infestanti le castagne.</description>
    <dc:date>2006-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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