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  <title>Unitus DSpace</title>
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  <subtitle>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</subtitle>
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  <updated>2013-06-19T15:04:48Z</updated>
  <dc:date>2013-06-19T15:04:48Z</dc:date>
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    <title>Indagini diagnostiche su due Madonne viterbesi</title>
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      <name>Falcucci, Claudio</name>
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      <name>Rinaldi, Simona</name>
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    <id>http://hdl.handle.net/2067/1181</id>
    <updated>2011-02-22T01:31:03Z</updated>
    <published>2008-10-04T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Indagini diagnostiche su due Madonne viterbesi
Authors: Falcucci, Claudio; Rinaldi, Simona
Abstract: Sono riportati i risultati delle indagini scientifiche eseguite su due Madonne su tavola conservate nel Museo Colle del Duomo di Viterbo, con l’identifazione dei materiali e delle tecniche pittoriche.&#xD;
Scientific analyses caried out on two panel paintings keeped in Museo Colle del Duomo at Viterbo are reported with identifcation of pigments.</summary>
    <dc:date>2008-10-04T22:00:00Z</dc:date>
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    <title>Appunti sulla tecnica pittorica di Francesco Cozza</title>
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      <name>Falcucci, Claudio</name>
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    <updated>2011-03-01T01:30:04Z</updated>
    <published>2008-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Appunti sulla tecnica pittorica di Francesco Cozza
Authors: Falcucci, Claudio; Rinaldi, Simona
Abstract: La campagna diagnostica condotta sui dipinti di Francesco Cozza evidenzia l’adozione di un disegno dalle ombreggiature molto diluite che assumono una morfologia geometrica piuttosto particolare. Vengono pertanto effettuate comparazioni e ricerche per rintracciarne l’origine e le motivazioni teoriche.&#xD;
Reflectographies IR on paintings by Cozza show a particular drawing with large zones shadowed. These shadows have a geometrical configuration which origin and derivation are proposed.</summary>
    <dc:date>2008-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Raffaello lettore di Plinio e la tecnica del chiaroscuro</title>
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    <updated>2011-02-22T01:30:59Z</updated>
    <published>2009-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Raffaello lettore di Plinio e la tecnica del chiaroscuro
Authors: Rinaldi, Simona; Falcucci, Claudio
Abstract: Il richiamo all’antichità classica è divenuto un paradigma interpretativo indiscusso per le opere della maturità di Raffaello, rimanendo tuttavia circoscritto all’ambito prevalente iconografico. Indagando le opere di Raffaello dal punto di vista della tecnica esecutiva tale paradigma risulta non solo confermato, ma anche meglio esplicitato soprattutto per quanto concerne le sue fonti, tra le quali si può riconoscere Plinio.</summary>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Classificazione di una collezione di pigmenti del primo Novecento</title>
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      <name>Rinaldi, Simona</name>
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    <updated>2011-03-15T01:30:28Z</updated>
    <published>2009-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Classificazione di una collezione di pigmenti del primo Novecento
Authors: Rinaldi, Simona; Falcucci, Claudio
Abstract: Viene descritta la campagna di indagini scientifiche eseguite su una collezione di pigmenti di primo Novecento appartenuta a famosi restauratori fiorentini. La finalità della ricerca è l’integrazione di dati storici, chimici e fisici per caratterizzare i singoli pigmenti inseriti in un archivio informatico da implementare periodicamente al fine di ottenere un insieme di dati conoscitivi sui materiali impiegati sia dagli artisti che dai restauratori tra 1850 e 1950.&#xD;
A systematic campaign of scientific analyses on a early XXth century pigments’s collection belonged to famous florentine restorers is carried out, in order to obtain chemical, physical and historical classification of each material. The aim of research is to characterize all pigments in a database periodically uploaded and integrated with new analytical data, by supplying references on the products commercialized between 1850 and 1950, that were largely used for conservation treatments.</summary>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Il Mausoleo dei Plautii a Tivoli: la diagnostica per la conservazione del travertino</title>
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      <name>Giagnacovo, Cristina</name>
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      <name>Pelosi, Claudia</name>
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    <updated>2011-03-01T19:59:05Z</updated>
    <published>2009-11-30T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Il Mausoleo dei Plautii a Tivoli: la diagnostica per la conservazione del travertino
Authors: Giagnacovo, Cristina; Pelosi, Claudia; Falcucci, Claudio
Abstract: Il Mausoleo dei Plautii, del I secolo d.C., rappresenta un elemento monumentale del più ampio complesso di Ponte Lucano, il simbolo della salita verso Tivoli, che da sempre ha attratto l’interesse degli artisti e dei conoscitori d’arte che in pochi passi raggiungevano l’affascinante sito di Villa Adriana, patrimonio Mondiale dell’Umanità. Oggi il Mausoleo, oltre a trovarsi in una situazione di totale incuria, risulta inserito in un contesto ambientale piuttosto critico, a ridosso cioè del fiume Aniene, e quindi continuamente soggetto ad esondazioni che si estendono fino ad invadere il monumento funerario dove le acque ristagnano anche per la presenza di un muro in cemento di recente costruzione. Al fine di valutare lo stato di conservazione del travertino, materiale costitutivo del sepolcro, e fornire un elemento utile per programmare eventuali interventi di tutela e difesa di questo importante monumento, sono state effettuate alcune indagini diagnostiche tramite prelievi in situ sul Mausoleo e su materiali di cava. Le indagini diagnostiche hanno previsto: esami chimico-mineralogici tramite microscopio polarizzatore, mediante FTIR, μ-FTIR e XRD; analisi morfologica, tramite SEM, di alcune forme di alterazione biologica; test microanalitici per localizzare particolari elementi presenti nel travertino; analisi spettrometrica nel visibile dei sali solubili; prove di imbibizione e di evaporazione.</summary>
    <dc:date>2009-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Valutazione della stabilità degli acquerelli nel restauro attraverso misure di colore</title>
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      <name>Pelosi, Claudia</name>
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      <name>Patrizi, Francesca</name>
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      <name>Ortenzi, Floriana</name>
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      <name>Falcucci, Claudio</name>
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    <id>http://hdl.handle.net/2067/1236</id>
    <updated>2011-03-01T20:00:06Z</updated>
    <published>2009-08-31T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Valutazione della stabilità degli acquerelli nel restauro attraverso misure di colore
Authors: Pelosi, Claudia; Marabelli, Maurizio; Patrizi, Francesca; Ortenzi, Floriana; Giurlanda, Flavio; Falcucci, Claudio
Abstract: Gli acquerelli costituiscono una classe di materiali oggi ampiamente utilizzati nel restauro, in particolare nella fase di reintegrazione pittorica grazie alla loro reversibilità che si mantiene nel tempo e solubilità in acqua o in medium acquosi, essendo il legante dell’acquerello costituito da gomma arabica [1-3]. Gli acquerelli reperibili in commercio sono dei preparati costituiti da diversi componenti che le ditte produttrici forniscono solo in termini generali, soprattutto per la tutela dei brevetti. L’applicazione degli acquerelli riguarda varie tipologie pittoriche: dipinti su tela e tavola, su carta e pergamena, su muro. Tuttavia il problema maggiore si pone quando vengono applicati in situazioni particolarmente avverse, ad esempio quando si interviene sui dipinti murali, con condizioni ambientali al contorno difficilmente controllabili [4]. In sostanza sono due i fattori di rischio: l’umidità di condensa capillare, che può determinare la “macchiatura” delle campiture con colori ad acquerello; le condizioni di illuminazione, che possono concentrare fasci di luce di intensità e qualità impropria sui colori stessi [5]. I colori ad acquerello, pur essendo da anni utilizzati ampiamente nella reintegrazione pittorica, non sono stati molto studiati da un punto di vista della loro stabilità nel tempo e soprattutto nei confronti dell’UR parametro che, data la solubilità del legante dell’acquerello in acqua, potrebbe risultare determinante per il loro impiego [6-8]. &#xD;
Partendo da queste basi si è scelto di analizzare gli acquerelli che costituiscono la tavolozza del restauratore e che comprende generalmente una dozzina di colori tra i quali sono stati selezionati otto tra i più utilizzati: terra d’ombra naturale (Ton), terra d’ombra bruciata (Tob), terra di Siena naturale (TSn), rosso veneziano (RV), giallo di cadmio (GC), nero d’avorio (Na), verde ossido di cromo (VOC), blu oltremare (BO). Tra i materiali disponibili in commercio sono stati scelti quelli delle Ditte che garantiscono prodotti di alta qualità, impiegati normalmente dai restauratori. In particolare sono stati scelti gli acquerelli delle ditte Maimeri (la serie Blu), Winsor &amp; Newton (serie Artists’ Water Color) e Talens (serie Rembrandt). In questa ricerca sono stati utilizzati sia colori in tubetto che in godet, a seconda delle disponibilità commerciali (la Talens e la Winsor &amp; Newton hanno fornito solo godet, la Maimeri anche colori in tubetto). Insieme con i colori le ditte hanno fornito, su richiesta, le schede tecniche dei materiali che però sono risultate incomplete e in certi casi inesatte. Per esempio, la stabilità e la permanenza sono indicate in maniera chiara solo per gli acquerelli della Winsor &amp; Newton in base alla seguente scala: AA, estremamente permanente; A, permanente; B, moderatamente permanente; C, poco durabile. Per la Winsor &amp; Newton e la Maimeri è indicata anche la resistenza alla luce secondo lo standard ASTM D–4236. La Talens indica, solo sul sito internet, alcuni test che vengono eseguiti sugli acquerelli, tra cui specifica quello di stabilità alla luce secondo l’ASTM.</summary>
    <dc:date>2009-08-31T22:00:00Z</dc:date>
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    <title>Problematiche conservative degli acquerelli nel restauro</title>
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    <updated>2011-03-29T00:31:02Z</updated>
    <published>2009-10-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Problematiche conservative degli acquerelli nel restauro
Authors: Pelosi, Claudia; Marabelli, Maurizio; Falcucci, Claudio; Giurlanda, Flavio; Ortenzi, Floriana; Patrizi, Francesca
Abstract: Water colours are today widely used in restoration, especially for the pictorial reintegration thanks to their reversibility and solubility during the time. But these materials show some problems when used in wall painting stored in high relative humidity environment giving rise to colour changes and dripping down the painting surface.&#xD;
The aim of this work has been to study the chemical-physical characteristics of the most used commercial water colours and to test their stability by means of artificial aging. Water colour from Maimeri, Windsor&amp;Newton and Talens have been examined; then they have been aged and the colour has been measured to evaluate their changes.</summary>
    <dc:date>2009-10-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>The wall paintings of the crypt of the medieval Church of Saint Andrew in Viterbo (Italy): technical examination and state of preservation</title>
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    <updated>2011-03-29T00:31:10Z</updated>
    <published>2009-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: The wall paintings of the crypt of the medieval Church of Saint Andrew in Viterbo (Italy): technical examination and state of preservation
Authors: Castro, Fabio; Falcucci, Claudio; Pelosi, Claudia
Abstract: The wall paintings of the crypt of the church of Saint Andrew in Viterbo (Italy) date back to the 13th century. The bad state of preservation and the lack of many areas of the scenes make difficult a clear interpretation of the paintings and therefore a precise historical placing inside the 13th century. Besides an extensive analysis of the execution techniques and of the constitutive materials has never been undertaken. So the aim of this research has been to characterize the constitutive materials and the execution techniques of the wall paintings in order to provide a valid aid to the historical and artistic interpretation of the iconography and to evaluate the state of preservation of the paintings related to the environment. The wall paintings have been studied by means of non invasive methodologies of analysis and through laboratory techniques. The in situ investigations have been carried out by ultraviolet (UV) fluorescence and false colour infrared (IRC) photography, reflectance spectrophotometry, video microscope acquisitions, XRF spectrometry. These preliminary investigations have been useful to chose the sampling points for the laboratory analysis. The micro samples were examined through FTIR spectrometry and polarizing microscope observation of the pigment powders and of the cross sections. The pigments employed for the wall paintings are: red and yellow ochre, calcium carbonate white, lead based pigments probable red lead, green earth, vegetable black. They have been applied by a lime technique. The photographic campaign and the technical examination of the wall paintings also put in evidence the presence of surface damages. In particular, the abundant superficial salt deposits are the result of the use of unsuitable restorations materials in previous interventions. The environmental conditions (temperature and relative humidity) were registered by means of a digital data logger. During the months of October, November, and December 2009 the RH% values exhibit high average values, from 71 to 83%. The lowest RH% value (43%) has been registered on the fifteen of October, the highest one (86%) has been measured on the thirty-one of December. We believe that this study to be necessary for the future preservation and conservation of these interesting medieval wall paintings.</summary>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Il controllo degli acquerelli nel restauro mediante controlli non distruttivi</title>
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    <updated>2011-03-29T00:31:13Z</updated>
    <published>2006-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Il controllo degli acquerelli nel restauro mediante controlli non distruttivi
Authors: Falcucci, Claudio; Marabelli, Maurizio; Pelosi, Claudia</summary>
    <dc:date>2006-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Sedici terrecotte dalla collezione del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma dalla metà del XVI alla fine del XIX secolo</title>
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      <name>Barberini, Maria Giulia</name>
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      <name>Falcucci, Claudio</name>
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    <updated>2012-01-17T00:05:58Z</updated>
    <published>2010-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Sedici terrecotte dalla collezione del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma dalla metà del XVI alla fine del XIX secolo
Authors: Barberini, Maria Giulia; Giometti, Cristiano; Falcucci, Claudio; Fodaro, Davide; Pelosi, Claudia; Sforzini, Livia
Abstract: La campagna diagnostica sulle sculture in terracotta, scelte all'interno del progetto conservativo, è stata avviata ricorrendo ad una indagine di tipo non distruttivo, finalizzata alla identificazione dei materiali utilizzati per la finitura pittorica delle sculture ed allo studio degli elementi costitutivi della matrice della terracotta. L’analisi impiegata è quella della fluorescenza dei raggi X, eseguita in situ mediante uno spettrometro portatile. In seguito sono stati prelevati alcuni campioni per approfondire le ricerche analitiche e ottenere informazioni non ottenibili mediante le indagini non distruttive. I campioni sono stati esaminati presso il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione e il Restauro “Michele Cordaro” dell’Università della Tuscia e presso il Centro Interdipartimentale Grandi Strumenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia, mediante spettroscopia micro Raman, spettrometria infrarossa in trasformata di Fourier (FTIR) e analisi ottica in sezione lucida dei microframmenti più significativi e per i quali è stato possibile preparare una stratigrafia.&#xD;
Altri campioni sono stati prelevati per procedere a datazione mediante termoluminescenza, prima di completare una campagna radiografica già avviata negli anni passati. Le indagini condotte hanno permesso di caratterizzare tutti i materiali esaminati e di apportare elementi di precisazione relativi all’originalità di alcune opere.</summary>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>Indagini diagnostiche su alcune sculture in terracotta del Museo del Palazzo di Venezia a Roma</title>
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    <updated>2012-01-17T00:05:24Z</updated>
    <published>2010-12-31T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Indagini diagnostiche su alcune sculture in terracotta del Museo del Palazzo di Venezia a Roma
Authors: Falcucci, Claudio; Pelosi, Claudia
Abstract: Le sculture selezionate nell’ambito del progetto di ricerca sono state esaminate tramite indagini in situ e analisi di laboratorio su micro frammenti prelevati durante la fase preliminare di studio.&#xD;
Le analisi in situ sono state eseguite tramite indagine radiografica per lo studio della tecnica esecutiva e dello stato&#xD;
di conservazione e tramite spettroscopia XRF per lo studio dei materiali costitutivi.&#xD;
I micro campioni sono stati analizzati tramite: spettroscopia micro-Raman e analisi ottica in sezione lucida dei micro frammenti più significativi e per i quali è stato possibile preparare una stratigrafia.&#xD;
Di ulteriori indagini, in particolare di datazioni eseguite mediante termoluminescenza e analisi XRF condotte in occasione dei recenti restauri, si rende conto nelle relative schede.</summary>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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